I nuovi pazienti tra età e desideri - le problematiche mediche - fecondazione assistita fivet icsi fertilità sterilità - dr.ssa AlessandraVucetich

Vai ai contenuti

Menu principale:

saperne di più

I NUOVI PAZIENTI TRA ETA’ E DESIDERI
LE PROBLEMATICHE MEDICHE

convegno 16 ottobre 2013
Palazzo Isimbardi - Sala Consiglio - Corso Monforte
Voglio un figlio - PMA: specialisti a confronto

Il modo di porsi di uomini e donne nei confronti della genitorialità è stato in continua mutazione negli ultimi decenni e continuerà a modificarsi profondamente nel corso dei prossimi anni.

Negli anni sessanta del secolo scorso, la disponibilità di un farmaco in grado di controllare la fertilità femminile e quindi di disgiungere i tempi della sessualità da quelli della maternità ha contribuito non poco a plasmare un diverso modello di società, quello nel quale proprio noi siamo cresciuti. Questo modello ci è ormai usuale,  risulta scontato, tendiamo a considerarlo il modello “giusto”, lo schema di vita “giusto”.

Qualche decennio dopo, negli anni ottanta, la possibilità, in precedenza assolutamente  impensabile, di trasferire in laboratorio i passaggi del concepimento di un bambino, ha portato uomini e donne a confrontarsi con una serie di nuove possibili scelte: è stato possibile avere una gravidanza in donne con sterilità tubarica, negli anni 90 con l’avvento della ICSI (intracytoplasmatic sperm injection) è stato possibile avere gravidanza da uomini con ridottissimo numero di spermatozoi, è anche  divenuto possibile con le tecniche di congelamento mantenere spermatozoi embrioni e ovociti conservati per essere utilizzati in un tempo successivo.

Tutte queste possibilità biotecnologiche al servizio della sterilità di coppia sono state così sorprendenti e sono ancora in così rapida evoluzione che, al momento attuale, appaiono ancora più o meno elaborate, o rifiutate nelle diverse comunità umane. Di questo è prova il fatto che vi sono le più svariate differenze di accettazione/non accettazione delle varie possibilità biotecnologiche oggi disponibili, a seconda della religione, della legislazione o comunque dell’ambiente culturale che si vuole osservare.

In Italia in particolare, la più evidente di queste nuove tendenze,  forse quella che accomuna tutti gli scenari di cui si può discutere nel corso di questo incontro, è rappresentata dallo spostamento in avanti, soprattutto per la donna, dell’ età del concepimento. Sappiamo che le motivazioni del fenomeno sono multifattoriali ed  è ormai chiaro che il prezzo da pagare per le donne, ma in realtà per tutto il corpo sociale, è salato: infertilità, abortività, complicanze ostetriche, ridotto tasso di natalità, solo per citare gli aspetti “sanitari”  del fenomeno, affidando quindi ad altre figure la valutazione degli aspetti psicologici e sociali.

Si è detto che il progredire delle conoscenze biotecnologiche è stato così impetuoso da riuscire a proporre molte possibili soluzioni a molti dei desideri dei pazienti di oggi, ed è lecita la domanda se il termine “pazienti” è ancora il termine più corretto per definire gli attuali fruitori delle tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). In realtà infatti la parola paziente definisce qualcuno che “patisce”, un malato a cui si propone una medicina per guarire.

Risulta infatti sempre più incerto il  limite tra l’infertilità che possiamo definire “clinica”, quella cioè che caratterizza una coppia costituita da una donna e un uomo che cercano un bimbo che non arriva e ricorrono quindi all’aiuto dei medici per risolvere questa patologia, dall’infertilità sofferta da una coppia stabile, ma in cui la donna ha superato i quaranta, magari i quarantacinque, magari i cinquanta anni, la sua incapacità a procreare diviene quindi sempre più scontata, non è malattia ma si stempera con il procedere dell’età in un quadro di normalità (quindi non è più una paziente?...) Ancora meno definibile come paziente è la donna single che si reca  oltre frontiera per concepire un figlio con seme di donatore.


Da pochissimi anni è divenuta reale e facilmente gestibile la possibilità di stimolare l’ovaio della donna per ottenere molti ovociti da crioconservare per un tempo anche molto lungo. Da questo deriva che la possibilità di posporre la propria maternità sarà  una scelta che verrà esercitata sempre di più nei prossimi anni.  Anche in questo caso potrà essere utilizzata secondo una modalità schiettamente medica, in caso cioè di gravi malattie di giovani ragazze, che necessitino di cure che le renderebbero altrimenti sterili (chemioterapie, malattie autoimmuni, endometriosi), ma dall’ambito squisitamente medico si sta velocemnete spostando verso giovani donne che non hanno alcun problema medico ma che desiderano soltanto rimandare l’età del concepimento (cosiddetto “social freezing”).

Non ultimo, il fatto che intere porzioni della legge 40/2004 siano ormai decadute, ha permesso di considerare anche nel nostro paese sia la possibilità di ridurre la nascita di bambini malati in coppie portatrici di gravi malattie genetiche, sia la possibilità di ottimizzare i risultati dei cicli di fecondazione in vitro mediante l’impego dell’analisi genetica degli embrioni.

Tutti questi aspetti, e quelli che si renderanno reali nei prossimi decenni, per fare qualche esempio la possibilità di generare ovociti dalle cellule staminali umane, la possibilità di inserire il proprio materiale genetico all’interno di ovociti di donne più giovani, o la possibilità di produrre spermatozoi artificiali, possono apparirci al momento attuale come preoccupanti, eticamente  discutibili e poco inquadrabili in ambito medico e/o sociale, possono condurci a considerare realtà al limite del grottesco (le mamme-nonne) ma certamente non sono molto lontane dal costituire una reale possibilità di utilizzo.

Poiché in Italia stiamo uscendo da un periodo di proibizionismo riproduttivo, dovremmo fare tesoro di questa esperienza: quanto meno ci sforzeremo di elaborare  delle risposte strutturate nei confronti delle nuovo richieste che la società si troverà a fronteggiare con il progredire delle conoscenze biotecnologiche, tanto più alta sarà la probabilità che queste stesse  sfuggano al controllo sociale e tanto più alto di conseguenza sarà il rischio di trovarsi a fronteggiare molti danni oltre ai prevedibili, seppur ancora discutibili, benefici.
video streaming della conferenza
Torna ai contenuti | Torna al menu